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[#SatCafé] Spazio ai sogni

News   •   giu 29, 2015 00:53 CEST

Allacciatevi le cinture di sicurezza perché la lettura delle prossime pagine potrebbe farvi decollare. Si tratta di una chiacchierata davvero spaziale con il celebre astronauta dell’ESA Paolo Nespoli che presiede la giuria degli Eutelsat DStv Star Awards. L’iniziativa, rivolta alle scuole africane, costituisce il fil rouge dell’intervista incentrata soprattutto sul rapporto tra studenti e tecnologia satellitare. Con un avvertimento: bisogna fare in modo che i ragazzi coltivino i sogni e che si impegnino a realizzarli immaginando nuove applicazioni come la telepresenza e il teletrasporto

C’è un elaborato che ti ha colpito maggiormente?

“Ce ne sono parecchi. Alcuni hanno puntato sul lato tecnico descrivendo gli aspetti pratici legati all’uso della tecnologia. Altri sul lato artistico presentando il satellite come una sorta di angelo custode che guarda verso la terra. Il bello è stato capire e vedere le diverse interpretazioni dei ragazzi. La loro immaginazione, sicuramente, è stato l’aspetto più forte”.

Qual è il tuo astro-messaggio?

“Io dico sempre che non sono un super eroe venuto dallo spazio ma un ragazzino nato e cresciuto in un paesino di provincia che da piccolo voleva fare l’astronauta. E in effetti oggi indosso la tuta blu e sono andato nello spazio. Quindi è importante cercare di dare questo messaggio: che bisogna avere dei sogni, concentrarsi, lavorare e darsi da fare. Perché questi sogni – per quanto bizzarri possano sembrare – ogni tanto si realizzano”.

Il satellite cosa può dare in concreto ai ragazzi africani?

“In una zona così relativamente poco sviluppata come è l’Africa il satellite in moltissimi punti è l’unico mezzo di collegamento. Quindi serve per avere informazioni, ma anche svago, per capire le notizie e sapere cosa succede nel resto del mondo”.

Il punto di forza del premio?

“E’ importante che si cerchi di coinvolgere i giovani cercando di fargli capire l’importanza di questi mezzi di comunicazione. Ma chi sa cosa si potrà fare domani? Forse col satellite qualcuno si inventerà il teletrasporto: “Beam me up, Scotty” e appari in Zambia o in Madagascar! Sarebbe un passo molto importante. E bisogna fare in modo che i ragazzi possano continuare a fantasticare e a tirare fuori i sogni impossibili. Perché alcuni di questi sogni – come dicevo - potrebbero realizzarsi se qualcuno ci si mette a lavorare”.

Cosa pensi della centralità delle immagini in altissima definizione?

“E’ parte della nostra volontà di essere onnipresenti. Noi vorremmo trovare il modo di essere presenti dappertutto. Il nostro obiettivo è poter lanciare la nostra immagine o vedere l’immagine di qualcuno dall’altra parte come se fosse vera. Con l’HD e l’Ultra HD l’immagine è ancora meglio della realtà, infatti è molto più definita”.

Dove andremo a parare?

“Ora ci stiamo focalizzando sulle immagini e sull’audio. Ma ci sono tante altre informazioni che non vengono trasmesse attraverso i nostri sistemi: i sapori, gli odori, le vibrazioni e tutta una serie di cose che ci fanno percepire una persona, un ambiente, una situazione in un modo diverso. Ancora non siamo in grado di trasmettere immagini tridimensionali vere, non piatte, cioè che ti consentono di girare attorno all’immagine che ti appare davanti. Ma ci arriveremo perché vogliamo essere dappertutto in poco tempo senza tanto sforzo”.

La scienza è al centro di Expo. Cosa ti aspetti dall’Esposizione Universale?

“Noi ripetiamo che quando vai in orbita non è che guardi sotto e vedi i confini con le informazioni che si fermano. Vedi che siamo tutti umani in questa nave in viaggio nell’universo. E forse dovremmo darci da fare per lavorare tutti assieme. Ecco, la speranza è che Expo dia questo messaggio: che lo porti avanti e che si riesca a lavorare tutti assieme per fare in modo che questa nave terra viaggi sempre meglio nell’universo”.


EUTELSAT DStv STAR AWARDS

Giunta alla quarta edizione, la competizione è organizzata dalla piattaforma televisiva satellitare MultiChoice Africa e da Eutelsat. L’obiettivo è di stimolare l’interesse per lo spazio e la tecnologia da parte degli studenti africani tra i 14 e i 19 anni. Ai partecipanti viene chiesto di scrivere un elaborato oppure di disegnare un poster sull’argomento Il primo premio è una visita presso le strutture Eutelsat a Parigi e la possibilità di assistere al lancio di un satellite. Al secondo classificato un viaggio per due presso le strutture di MultiChoice e dell’Agenzia Nazionale Spaziale Africana, a Johannesburg. Le scuole dei vincitori ricevono inoltre un’installazione DStv: parabola, televisore, decoder e accesso gratuito all’offerta Education di DStv.

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