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[#SatCafé] Intervista a Michel de Rosen, Ceo e Presidente di Eutelsat

News   •   giu 29, 2015 00:41 CEST

Il satellite al centro delle strategie dei broadcaster

"Il futuro della TV? Sempre più via satellite.
E i vettori di Eutelsat sono pronti per la sfida puntando sulla copertura globale e la disponibilità 
di banda immediata".

Il Ceo Michel de Rosen ci ha spiegato la sua visione a partire dall’esperienza in seno ad Expo Milano 2015 che sarà suggellata dal lancio di un satellite con il logo dell’Esposizione Universale

Expo Milano 2015 è nel vivo. Come sta andando?

“Fin dall’inaugurazione, con la diretta in mondovisione in HD su otto satelliti Eutelsat, abbiamo ribadito che le nostre risorse sono fondamentali per incrementare l’impatto globale di Expo. Ed è un processo di straordinaria importanza per la condivisione: un principio chiave per il successo del Semestre e dei suoi temi”.

Su cosa puntate?

“In primis sulla copertura globale garantita dalla nostra flotta che ha permesso di raggiungere un’audience incalcolabile in occasione delle cerimonie di apertura di Expo. Continueremo a trasmettere immagini di Expo nel mondo permettendo di coinvolgere molte più persone nel pianeta rispetto ai 20 milioni di visitatori attesi a Milano. Basti pensare che secondo i nostri ultimi dati, 274 milioni di famiglie nel pianeta ricevono la TV attraverso un satellite Eutelsat”.

Cosa c’è dietro i grandi numeri in TV?

“Il segreto è la capacità del satellite di coprire uniformemente vastissime aree unita all’affidabilità e alla qualità dei servizi per i media sviluppati assieme ai nostri partner”.

Expo 2015 come Torino 2006?

“Sono due eventi eccezionali, molto significativi sia dal punto di vista nazionale, sia internazionale. Siamo lieti di aver preso parte ad entrambi per approfondire la comunità di utenti che richiamano sviluppando nuovi contatti. In comune c’è l’Italia che per noi non è soltanto un mercato fondamentale in virtù di rapporti di lunga data con i principali player televisivi tra cui Sky Italia, Mediaset, Rai e Tivùsat".

Cosa rappresenta l’Italia per Eutelsat?

“La nostra società ha sede a Parigi, ha una presenza globale, ma una parte significativa del nostro DNA è italiano. Infatti il governo italiano e Telespazio sono stati i padri fondatori quando siamo stati creati nel 1977. A Cagliari e Torino, inoltre, sono ubicate infrastrutture strategiche per i nostri servizi, dando lavoro a circa 200 persone. E a Torino vi è la sede di Eutelsat Broadband che si occupa dei servizi Tooway per la banda larga”.

Qual è il significato del broadcast italiano?

“Effettivamente l’esempio italiano è emblematico. HOT BIRD è un solido modello oltre che la posizione più popolare per la TV, con circa otto milioni di case italiane raggiunte. Inoltre guarda al futuro trasmettendo 4K1, il primo canale permanente in Ultra HD via satellite in Europa ricevibile dagli utenti dotati di apparati compatibili”.

Con 4K1 pensate di diventare un broadcaster?

“No, non è così. 4K1 rappresenta un prezioso terreno sempre aperto ad iniziative speciali condotte assieme a clienti e partner anche con l’obiettivo di coinvolgere il grande pubblico. Tutte le nostre iniziative sono guidate dall’impegno di fornire ai nostri clienti il miglior servizio possibile per aiutarli ad accrescere il proprio business. La nostra filosofia è di lavorare con spirito di partenariato”.

Qual è la prospettiva?

“Il processo di digitalizzazione della TV ha posto al centro il parametro della qualità tecnica dell’immagine. Infatti, stiamo assistendo all’incremento dell’offerta di canali in HD. Noi siamo stati pionieri dello standard e continueremo a supportarlo. Nel frattempo i broadcaster mostrano interesse crescente nei confronti dell’Ultra HD. E siamo pronti anche per questa sfida”.

Siete pronti anche per la TV interattiva?

“Certamente. Seguiamo la strada tracciata dallo Smart LNB, un dispositivo che si combina con una normale antenna DTH e che abilita una vasta gamma di applicazioni interattive, compresa la fruizione multi screen. Il tutto anche in quei contesti non raggiunti dalle infrastrutture terrestri, offrendo ai broadcaster la possibilità di arricchire la propria offerta e il proprio business”.

In prospettiva il satellite sarà sempre al centro?

“Il satellite resterà un pilastro fondamentale per le strategie di ciascun player. Ma non in modo concorrenziale bensì complementare rispetto alle altre soluzioni come il Web e il Digitale Terrestre, che pure supportiamo direttamente. A differenza di queste piattaforme, però, il satellite offre una grande disponibilità di banda immediata. E questo costituisce un punto di forza imbattibile”.

Per fine 2015 ci sono in programma 5 lanci. Qual è l’obiettivo?

“E’ un numero record per Eutelsat e per l’intero settore che riflette la fiducia nell’incremento delle attività satellitari a medio e lungo termine soprattutto nelle aree a forte potenziale di crescita dal punto di vista dei servizi digitali. Penso all’America Latina, l’Africa, il Medio Oriente e la Russia. Senza trascurare storici mercati come l’Europa”.

Uno di questi satelliti avrà il logo di Expo. Perché?

“E’ un gesto simbolico per sottolineare il forte sodalizio tra Eutelsat e l’Esposizione Universale. Si tratta di EUTELSAT 8 West B il cui lancio è in calendario nel mese di agosto su un razzo europeo Ariane".

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