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#SatCafé - ​I diamanti dell'universo TV

News   •   dic 15, 2015 12:01 CET

Renato, qual è il significato di questa serata?

“E’ una manifestazione unica nel panorama mondiale che anno dopo anno consolida sempre di più la sua autorevolezza a livello globale. In questa edizione abbiamo avuto un record di iscrizioni: 108 canali provenienti da circa 30 paesi. E credo che sia un dato davvero molto eloquente“.

Al centro c’è l’innovazione e la creatività dei prodotti televisivi. Cosa dire a riguardo?

"E’ la conferma della vitalità della TV satellitare e della straordinaria capacità dei gruppi di lavoro che riescono a coniugare la creatività delle proposte editoriali con modelli di business vincenti. D’altro canto - ricordando McLuhan – non bisogna trascurare che il mezzo è il messaggio. Insomma l’aspetto tecnologico è di fondamentale importanza nell’alimentare il percorso evolutivo che sta attraversando il mezzo televisivo".

In che senso?

"Sono più di 5.800 i canali televisivi veicolati in tutto il mondo attraverso la nostra flotta che si è sviluppata costantemente nel tempo e che attualmente è composta da 38 satelliti. Dopo oltre 30 anni di attività, il nostro obiettivo è sempre quello di lavorare al fianco dei broadcaster fornendo soluzioni altamente innovative capaci di supportare le loro strategie di mercato e il loro rapporto con il pubblico".

In che modo tutto questo trova rappresentazione negli Eutelsat TV Awards?

"La manifestazione è nata per omaggiare l’industria dell’audio- visivo mondiale e soprattutto per dare evidenza alla TV tematica. Un fenomeno di portata epocale che, a partire dagli anni novanta, si è imposto in parallelo alla televisione generalista arrivando a conquistare un posto preminente nel campo dell’intrattenimento domestico. Quindi è l’occasione per ricordare come tutto questo processo creativo sia partito dalla TV satellitare la quale ora guarda al futuro misurandosi con l’innovazione del linguaggio, dei modelli di fruizione e dei format".

Qual è il contributo specifico della TV satellitare?

"Senza dubbio uno dei punti di forza risiede nelle vaste aree di copertura; infatti il satellite consente di raggiungere audience davvero consistenti. E, nello stesso tempo, garantisce più facilmente di altre piattaforme l’alta qualità tecnica dell’immagine. Come dimostrano alcune iniziative al centro degli Eutelsat TV Awards, il comparto sta cominciando ad approcciarsi all’Ultra HD. Riteniamo che questo sia il futuro della TV, infatti abbiamo strutturato un ecosistema che è già pronto per accogliere le emittenti quando decideranno di fare il salto".

Cosa ci dobbiamo aspettare?

“L’orizzonte è quello definito dagli analisti che prevedono più di 200 canali Ultra HD entro il 2020, quando si stima che in Europa più del 70 per cento degli schermi venduti sarà in 4K. Inoltre una nostra ricerca conferma che cresce l’appetito dei consumatori nei confronti di questo tipo di immagini. Quindi proseguiremo con le nostre attività su 4K1 - il canale Ultra HD su HOT BIRD - con iniziative speciali live condotte assieme a clienti e partner proprio per condividere la nuova esperienza di visione con il pubblico. Credo che di questo canale si parlerà sempre di più".

In conclusione, perché guardare con ottimismo al futuro del satellite nel settore televisivo?

"Ormai il parametro dell’alta qualità rappresenta un punto chiave nelle strategie dei player televisivi che hanno necessità di utilizzare tutte le piattaforme a disposizione per portare i contenuti alla propria community. Sebbene in modo complementare al web e al digitale terrestre, il satellite resterà ben saldo in questo processo soprattutto perché dispone di una grande capacità di banda trasmissiva. E questo è un bene preziosissimo nel futuro del broadcast".

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