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Il futuro della TV tra tecnologia e alta qualità

Post   •   mag 08, 2018 14:06 CEST

Stefano Ciccotti, CTO Rai:“Il 4K è essenziale per il posizionamento competitivo”

Uno sguardo sulla tv di domani: quali sono le tendenze che caratterizzano la trasformazione della televisione?

"Tutto nasce dall’evoluzione dell’utente, dai suoi nuovi stili di fruizione dell’audiovisivo: l’utente vuole elevata qualità video e audio, flessibilità nei tempi, nei modi e nei device del suo consumo; vuole poter scegliere tra lineare e non lineare. Dunque un futuro plurale, nel quale convivano il 4K e l’8K per lo schermo di grandi dimensioni e formati più leggeri per la visione in mobilità; e nel quale offerta lineare e consumo on demand si integrino per meglio soddisfare l’utente. Utente al quale importerà poco quale rete gli porterà i contenuti e vorrà passare senza soluzione di continuità dal televisore al tablet allo smartphone, e dal satellite alla banda larga fissa al 5G."

L’alta qualità tecnica delle immagini è diventata ormai una costante. Dalla prospettiva tecnologica quali sono i punti di forza di una strategia basata su questo parametro?

"C’è un paradosso: i televisori diventano sempre più performanti, con schermi 4K e codifiche sempre più efficienti, l’HBBTV rende possibile il passaggio “fluido” dal lineare al non lineare, l’audio ha livelli di qualità sempre più elevati; e dall’altra parte i broadcaster sono indietro nell’offerta di contenuti in UHD con la qualità audio-video che i televisori rendono possibile. L’offerta in 4K è perciò essenziale per il posizionamento competitivo: se un broadcaster vuole reggere il confronto con gli OTT come Netflix, deve essere in grado di offrire la stessa qualità degli OTT che, ormai da tempo, puntano sul 4K-HDR."

Tutti i canali televisivi Rai sono disponibili da diverso tempo in HD su Tivùsat dove c’è anche Rai 4K. Quale sarà il futuro di Rai 4K alla luce dell’evoluzione della domanda e della tecnologia?

"Rai 4K offre in simulcast UHD una selezione di programmi Rai di alta qualità editoriale: dagli europei di calcio 2016 alla fiction “I Medici”, ai programmi di Alberto Angela. Rai 4K ha ormai consolidato la sua funzione di apripista dell’innovazione nel quadro dell’offerta televisiva complessiva. Grazie a Rai 4K , per la prima volta, la platea televisiva del nostro paese ha potuto conoscere la particolare esperienza di visione permessa dal 4K. Per il futuro continueremo su questa strada nell’intento di arricchire ulteriormente la proposta del canale attraverso appuntamenti che siano capaci di portare emozioni nelle case della gente."

Perché avete scelto il satellite per il 4K?

"Il satellite e la banda larga costituiscono la soluzione tecnologica in grado di garantire con continuità l’elevata capacità diffusiva necessaria all’UHD, oggi il 4K e tra qualche anno l’8K. Ciascuna piattaforma deve sviluppare un proprio posizionamento, in una visione integrata della distribuzione dei contenuti ad un fruitore che è ormai collocato al centro di una pluralità di reti, di piattaforme e di device. Il satellite, in questo scenario, ha la vocazione all’offerta di elevata qualità video e audio, proprio per gli elevati volumi di capacità diffusiva e per i costi molto più bassi per il broadcaster e per l’utente rispetto alla banda larga."

Perché avete puntato sulla collaborazione con Eutelsat?

"Attorno alla diffusione 4K si è costruita una filiera industriale, che parte dai produttori e fornitori di contenuti quali Rai Cinema, Rai Fiction e Rai Sport (ma vorrei ricordare a questo proposito anche la collaborazione con Vatican Media), coinvolge le Reti Rai (RaiUno e Rai4 in particolare), arriva fino ai produttori di televisori; e vede Tivùsat garantire una base di alcuni milioni di decoder e CAM in grado di decrittare il segnale e gestirlo all’interno di una piattaforma con LCN e EPG. In questa filiera, il ruolo di Eutelsat è fondamentale, perché storicamente la diffusione satellitare in Italia utilizza la posizione orbitale a 13° est, HOTBIRD, dalla quale operano sia Tivùsat che Sky. Eutelsat porta alla filiera il contributo del suo bagaglio di conoscenza in tema di innovazione televisiva e di 4K, anche per quanto riguarda le infrastrutture di terra, a partire dal Teleporto di Rambouillet, basato in Francia. Una specializzazione che si traduce in soluzioni affidabili per la corretta trasmissione sia di grandi produzioni come film, fiction e documentari, sia di eventi live in Ultra HD che richiedono competenze tecniche altamente specializzate."

Con Rai 4K avete rafforzato un modello produttivo basato sulla partnership cooperando anche col Vaticano, come Lei ha appena ricordato. Qual è il vantaggio di questo confronto in tema di trasporto dei contenuti?

"Sicuramente il vantaggio principale è quello di imparare assieme e condividere l’approccio alla tecnologia: ricordo che il Vaticano è all’avanguardia nella produzione di contenuti 4K, con livelli d’eccellenza internazionali, ed ha una proiezione mondiale che pone sfide tecniche significative per la diffusione globale dei suoi contenuti."

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